L’Umana Patata ®

Viaggio tra il coltivare e il vivere attraverso la crescita  della patata e dell’essere umano che la coltiva

 

TESTIMONIANZE:

  • Alcuni pensieri per chiudere il corso delle “patate”
    Il RACCOLTO
    Il momento del raccolto come momento di fare delle valutazioni, delle analisi dei pro e dei contro, dell’assunzione delle responsabilità;
    di decidere il finale del nostro racconto stabilendo se “i personaggi vivranno tutti felici e contenti o no”;
    Ancora il momento del RACCOLTO come momento della chiusura di un ciclo, è stato detto – ed io nel profondo ho provato una recondito velo di tristezza celata dalla gioia della festa e dai preparativi per la condivisione della cena.
    Cosi ho pensato al significato del chiudere un ciclo della vita, non per mettere la parola fine, ma come nuovo inizio, l’inizio di qualcosa di nuovo.
    Naturalmente, chiudere alcuni capitoli della nostra vita non è facile e spesso richiede tempo e pazienza, dobbiamo passare attraverso momenti dolorosi in cui viviamo tante emozioni, rabbia paura smarrimento tristezza nostalgia. L’ importante è non restare bloccati in nessuna di queste situazioni ma viverle e quindi lasciarle andare al momento opportuno facendo la pace con il passato.Bellissimo in questo senso il mito del rinnovamento dell’aquila che ci permette di capire meglio la necessità di chiudere alcuni cicli della nostra vita:”L’aquila è un uccello longevo, ma quando giunge a metà della sua vita deve prendere una decisione difficile.
    A quel punto, le sue unghie sono troppo lunghe, arrotondate e flessibili, così che non gli consentono di catturare la preda. Anche il suo becco è eccessivamente incurvato e le piume raggiungono uno spessore eccessivo rendendogli difficile il volo.
    Così che l’aquila ha solo due possibilità: lasciarsi morire o affrontare un lento e doloroso processo di rinnovamento.
    Dovrà volare fino ad una montagna molto alta, fare un nido e rompere il suo becco contro la roccia. Quindi dovrà attendere che gli ricresca il becco nuovo con il quale si strapperà le piume e le unghie.
    Si tratta di un processo di rinnovamento lungo, doloroso e solitario, ma l’aquila che riuscirà ad arrivare fino in fondo, potrà vivere ancora molti anni”…..

    Infine aggiungo il momento del RACCOLTO come il momento dei ascoltarsi e di ascoltare. Solamente un attento ascolto rende feconde e fruttuose le parole che rivolgiamo ai nostri interlocutori. È difficile poter dire all’altro qualcosa di valido se non apriamo le orecchie per ascoltarlo. Usando l intelligenza del cuore si comprende il valore della comunicazione e dell ascolto e “l altro” sentirà che le stiamo dando l’importanza che merita e si creerà un clima di rispetto, stima e fiducia.
    Ci siamo ASCOLTATI💜
    A tutti grazie con quel pensiero dell’inizio:
    quando non c è piu distinzione tra il dare e ricevere, la relazione non è uno scambio, ma È ESSERE ENERGIA E AMORE, UN UNICO SENSO.

  • Quello che ho portato a casa è una patata. Quella scelta, perché tra tutte era la mia. Sapere che la sua crescita sarà la mia, mi fa sentire la patata nutrita, accolta, compresa.Essa, la patata farà del suo meglio per ringraziarmi crescendo, fiorendo e donandomi i suoi frutti. E’ bello sentire che qualcosa di così simile a me, venga nutrita, accolta, compresa e fiorisca per me e tramite me. Ma oltre ad averla messa nel vaso, essa,sempre la patata è entrata dentro di me. Cresceremo assieme. Il suo nutrimento, il suo fiorire, sarà il mio.

    “Donatella”

    Per me è stata un’esperienza stupenda, grazie agli insegnanti Maurizio e Rita per la chiarezza e semplicità nell’esporre le varie analogie tra la natura e l’essere umano, ho colto l’importanza dell’imparare ad ascoltare, ascoltarci in profondità condividere ,essere consapevoli e sentirsi parte dell’universo. Grazie al signor Giulio per l’ospitalità e gentilezza. Grazie a tutto il gruppo, ho fatto l’esperienza di sentire fluire dentro di me e attorno pace e serenità. A conclusione della bellissima serata l’interagire tra noi senza percepire il confine tra chi dà e chi riceve. Un abbraccio a tutti.

    “Milena”

    Grazie di cuore per le condivisioni.
    Quello che si vuole trasmettere è che l’essenziale si trova nelle cose semplici, ritornare nella semplicità significa apprezzare l’essenziale e tutto ciò non può che portare la vera serenità e gioia.
    Poichè dell”essenziale l’universo è abbondante ognuno di noi può raggiungere la condizione serena e gioiosa,il segreto è non limitarsi al superficiale ma andare alla scoperta del vero essenziale che entra in vibrazione con la nostra profonda essenza. Grazie a tutti per chi c’era e per chi non c’era, perchè anche se fisicamente non eravate presenti, parte della vostra energia era con noi
    Un grazie immenso va a Ruggero unico giovane, anima nobile e antica, spero che la sua presenza apra a livello energetico le porte ad altri giovani.

    “Rita Cascio”

    Carissime dopo aver descritto l’ esperienza del secondo incontro dell’ Humana patata, casualmente ieri sera mi sono imbattuta nella lettura della parabola dell evangelista Marco del Regno di Dio come ….( 4, 26-32).
    Gesù diceva: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».
    Ed è stupefacente pensavo e ripensavo a quel nostro  “seme” piantato che in modo prodigioso sta lavorando sotto terra per crescere così  silenziosamente e nonostante qualsiasi se… qualsiasi  ma…
    La lettura di questo brano del vangelo e la sua meravigliosa spiegazione  sono stati veramente illuminanti.

    “Il Regno è come un seme, seminato nei nostri cuori. Proviamo a leggere questa parabola dall’interno invece che dal di fuori, cerchiamo di metterci dentro il seme, rinchiuderci con lui e con lui attendere, in silenzio, sotto terra, e sentire con la terra, l’umidità, il sole … stare lì di notte, di giorno, permettere che i ritmi umani segnati dalla veglia e dal sonno scorrano in modo naturale, restando lì, vivi, attenti, ma diversamente attivi, quasi fermi, senza fretta, nascosti nel humus.
    Il seme sotto terra è testimone silenzioso del istante in cui l’azione umana e quella divina s’incontrano, conosce la mano che getta il seme e di Colui che poi lo fa crescere, avverte l’azione del sole e della luna … lì sotto terra … è presente a tutto ciò che avviene, al arrivo della pioggia, della neve, al soffio del vento, interagisce con tutti gli elementi della terra: coi minerali, i nutrienti, gli esseri viventi quasi invisibili all’occhio umano, tutti contribuiscono al processo della sua crescita. Il seme attende, accetta tutto, accoglie tutti, come la madre terra. Nessuno cresce solo!
    Il piccolo seme è presenza nascosta, è quasi non-presenza, è grido silenzioso, è passività dinamica, è forza di fragilità, possibilità non ancora possibile. C’ è una vita dentro il seme, quel seme porta in sé un albero, un sogno, un potenziale e un dinamismo ancora inespressi ma già operativi, COME CIASCUNA PERSONA SULLA TERRA, la sua essenza non la si vede subito, ma c’è.
    La semina è il momento dell’azione del contadino. C’è un lavoro umano che è di semina, poi la crescita: riguarda il seme e la terra, non più il contadino; per il quale il tempo della crescita è tempo che passa (“dorma o vegli, notte o giorno”), per il seme invece è il tempo nel quale germoglia e cresce”.
    PER IL CONTADINO È SOLO TEMPO CHE PASSA MA IN QUEL PICCOLO SEME STA AVVENENDO IL MIRACOLO.
    “Per la terra è il tempo in cui essa opera straordinarie trasformazioni: lo stelo, la spiga, il grano nella spiga; la raccolta: qui ricompare il contadino che mette mano alla falce.
    La parabola presenta un paradosso ed un contrasto tra due tempi: quello del contadino: brevissimo, sia per la semina che per la mietitura; quello della crescita del seme: lungo in cui tutto si svolge nel segreto della terra”.
    ED È QUINDI LA CRESCITA MISTERO MERAVIGLIOSO CHE AVVIENE IN OGNUNO  DI NOI.
    “Ecco cosa ci dice l’immagine del seme nascosto sotto terra che rimane lì nel silenzio, si lascia fecondare e nutrire da tutti gli elementi, si rompe dentro, si apre per germinare e per crescere, si lascia trasformare poco a poco, genera frutto, viene tagliato, macinato, cotto, mangiato; nutre le folle, è causa di gioia, di festa, raduna intorno a un tavolo, dona energia per il lavoro e la fatica … mette in circolo la vita”.
    E IN QUEL NUTRIRCI INSIEME C’ ERA L’ INCORAGGIAMENTO A VIVERE IL TEMPO DELLA  CRESCITA E A RINNOVARSI