A volte arriva un “segno” improvvisamente basta riconoscerlo.
Avevo trovato, non molto tempo fa, questa piccola storia , vera, che ci descrive come nasce una perla. Talmente era bella fino ad oggi l’ avevo custodita.
Poi questa sera hai parlato dei nomi. Noi siamo il nome che portiamo. È meraviglioso…
Ricordo quel bellissimo modo che ci hai insegnato quando ci hai conosciuto. Non dobbiamo dimenticare anzi dovremmo più spesso ripetere….IO SONO…
Tornando a casa ho cercato l origine del tuo nome Rita ~”piccola perla”
È arrivato il momento di regalarti questa meravigliosa storia.

Quando nelle ostriche perlifere, un qualsiasi corpo estraneo un parassita o un granello di sabbia vuole penetrare dentro la conchiglia per distruggerla, il mollusco secerne inizia a rilasciare intorno al corpo estraneo strati di se stesso come se fossero lacrime: la madreperla. Dopo pochi anni il corpo estraneo è completamente rivestito di madreperla. Il risultato è una perla dalle caratteristiche uniche e irripetibili.

Ciò che all’inizio sembrava essere una tragedia (nella metafora dell’ostrica l’attacco del predatore) si rivela essere un evento creativo che porta alla nascita di un gioiello prezioso ed inimitabile, la perla.

Nella vita di ognuno di noi succede la stessa cosa: quando una prova dolorosa penetra nella nostra vita, cercando di distruggerci, noi abbiamo la possibilità di secernere la nostra madreperla personale per difenderci e per far nascere qualcosa di meravigliosamente bello, assolutamente insperato prima di quella prova!
In ogni momento della nostra vita, noi scegliamo (coscientemente o meno) se secernere la madreperla o arrenderci al dolore.
Non lasciamo svuotare il nostro cuore, il nostro essere diventando “ostriche” vuote!
“È meglio accendere una candela che maledire l’oscurità. Una semplice fiamma illumina una grande oscurità”.

Rita ~ piccola perla~ dal cuore grande.

 

Sono reduce da un periodo piuttosto difficile a causa di un serio problema di salute a cui è seguito un intervento chirurgico…Rita, la
mia maestra di yoga, mi ha suggerito di avvicinarmi al Bowen da lei praticato, convinta che questo tipo di trattamento avrebbe potuto
giovarmi…Convinta che fosse anche un modo per pensare a me stessa e per prendermi cura della mia persona, ho provato e sono contenta di
averlo fatto e di continuare finché sarà necessario….sento vibrazioni, calore, una sensazione di “espansione”dei confini corporei e
soprattutto, a fine trattamento, una sensazione di maggiore leggerezza del mio corpo…
Mi si presentano molte immagini mentali, spesso legate alla mia famiglia di origine, ricordi, dolori, ma anche quello che più mi
piace…mare, campi fioriti, il volto bellissimo di Giulia, mia nipote o dei miei amati gatti….Sento che mi sta facendo bene anche perché è
un’ora tutta per me insieme a Rita che si prende cura di me.
Grazie!

“Anna Bean”

Quello che ho portato a casa è una patata. Quella scelta, perché tra tutte era la mia. Sapere che la sua crescita sarà la mia, mi fa sentire la patata nutrita, accolta, compresa.Essa, la patata farà del suo meglio per ringraziarmi crescendo, fiorendo e donandomi i suoi frutti. E’ bello sentire che qualcosa di così simile a me, venga nutrita, accolta, compresa e fiorisca per me e tramite me. Ma oltre ad averla messa nel vaso, essa,sempre la patata è entrata dentro di me. Cresceremo assieme. Il suo nutrimento, il suo fiorire, sarà il mio.

“Donatella”

Per me è stata un’esperienza stupenda, grazie agli insegnanti Maurizio e Rita per la chiarezza e semplicità nell’esporre le varie analogie tra la natura e l’essere umano, ho colto l’importanza dell’imparare ad ascoltare, ascoltarci in profondità condividere ,essere consapevoli e sentirsi parte dell’universo. Grazie al signor Giulio per l’ospitalità e gentilezza. Grazie a tutto il gruppo, ho fatto l’esperienza di sentire fluire dentro di me e attorno pace e serenità. A conclusione della bellissima serata l’interagire tra noi senza percepire il confine tra chi dà e chi riceve. Un abbraccio a tutti.

“Milena”

Grazie di cuore per le condivisioni.
Quello che si vuole trasmettere è che l’essenziale si trova nelle cose semplici, ritornare nella semplicità significa apprezzare l’essenziale e tutto ciò non può che portare la vera serenità e gioia.
Poichè dell”essenziale l’universo è abbondante ognuno di noi può raggiungere la condizione serena e gioiosa,il segreto è non limitarsi al superficiale ma andare alla scoperta del vero essenziale che entra in vibrazione con la nostra profonda essenza. Grazie a tutti per chi c’era e per chi non c’era, perchè anche se fisicamente non eravate presenti, parte della vostra energia era con noi
Un grazie immenso va a Ruggero unico giovane, anima nobile e antica, spero che la sua presenza apra a livello energetico le porte ad altri giovani.

“Rita Cascio”